fine art projects by plastikwombat
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silvia vaula


Nata a Torino nel 1976, ha esposto in Italia, Francia e Spagna. Ha conseguito il diploma di II livello in fotografia alla scuola EFTI di Madrid, dopo aver ottenuto il Ph.D. in Fisica Teorica al Politecnico di Torino. Dal 2012 è titolare dello Studio Fotografico Plastikwombat, in via Morgari 2/D a Torino.


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paolo grinza


Nato a Torino nel 1974, ha ottenuto il Ph.D. in Fisica Teorica all’Università di Torino. Dopo aver studiato alta cucina presso la IFSE di Piobesi Torinese ed essersi specilizzato nello still life fotografico, collabora con lo Studio Fotografico Plastikwombat per la fotografia di food.

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silvia ∣ work


Progetti aperti in crowdfunding:

book in the face  >






paolo ∣ work


paolo ∣ work


ricordare il futuro

the others art fair >

di silvia vaula' e paolo grinza


La memoria gioca un ruolo fondamentale nella nostra comprensione del presente e nelle nostre proiezioni sul futuro. La perdita di memoria o l'instaurarsi di falsi ricordi, creando vuoti e distorsioni, minano alla base la nostra identità percepita, impedendoci il confronto con noi stessi, di ricostruire chi siamo partendo da chi siamo stati e di appropriarci della nostra individualità. I rapidi cambiamenti tecnologici e culturali ora in atto, ci portano su più fronti a confrontarci con il tema della memoria e dell'identità, sul loro significato e la loro preservazione. In “Ricordare il Futuro” proponiamo due progetti artistici che ruotano attorno al significato di memoria. “InstaDarkroom“, di Silvia Vaulà, si interroga sulla sopravvivenza dei nostri ricordi archiviati su supporti informatici e ci impone una riflessione sul modo in cui siano evolute la creazione e la fruizione della fotografia, dalla camera oscura a Instagram. “Lethe”, di Paolo Grinza, sul rapporto simbolico tra acqua e memoria, da come l'acqua sia passata da portatrice di oblio a preservatrice di memoria, tra mito e pseudoscienze.

Instadarkroom

di silvia vaula'


“I trust that the creative eye will continue to function, whatever technological innovations may develop” (Ansel Adams).
“(...). Ma il digitale non mi interessa, il Dna della fotografia è nella pellicola.” (Gianni Berengo Gardin).


Immagini dal photostream Instagram dell'autrice, stampate in camera oscura usando l'immagine negativa visualizzata sullo schermo dell'i-phone come sorgente nell'ingranditore. Un incontro proibito tra i sali d'argento di un foglio di carta baritata e la luce di uno smartphone, in attesa che il dibattito su cos'è da considerarsi “la vera fotografia” vada ad occupare il suo posto di diritto nell'oblio.

instadarkroom


L'evoluzione del progetto si può seguire sull'account Instagram manifoldwalker cercando l'hashtag #instadarkroom.

Lethe

di paolo grinza


Per tali persone insomma, feci io, la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali. (Platone)


L'illusione che l'acqua possa avere una memoria e ci permetta di ottenere cure e farmaci efficaci e senza effetti collaterali affascina molte persone, tuttavia è ben lungi dall'avere qualunque fondamento scientifico. Questa fascinazione collettiva ben esemplifica il mito Platonico, dove l'uomo di ritorno nella caverna viene deriso e osteggiato. In questa serie di sei fotografie, sono rappresentate le “ombre” che sei oggetti bagnati e appoggiati su una superficie hanno lasciato. Ma come l'ombra, l'acqua non è in grado di lasciare una memoria, ma è pronta a prendere la forma dell'oggetto successivo.

instadarkroom